Uno strano rigonfiamento

di Enrico Martini

Rompiamo il ghiaccio con una domandina semplice semplice: non vi incuriosisce questo rigonfiamento della roccia che pende dal “tetto” di una rupe strapiombante?

Io mi sono lambiccato il cervello per capire quale origine potesse avere questa strana protuberanza all’ingiù. Eccovi la mia spiegazione. Per rendere le cose più semplici devo capovolgervi l’immagine: così.

E ora ragioniamo. Un fondo marino sabbioso/fangoso. Un sasso (nell’immagine: in basso a destra). Una corrente che solleva il fondo e lo spinge contro il sasso. Il fondo, spostato, ricopre il sasso e crea anche scie laterali di materiale detritico. Un’antica Africa preme contro un’antica Europa e solleva il tutto a 1650 metri sul mare: un’onda gigantesca che ha impiegato milioni di anni a formarsi e a spostarsi. Il fondo marino, pietrificato, è diventato montagna. Quello che noi osserviamo è un minuscolo frammento di quest’onda che, spostandosi e frangendosi come un maroso, si è capovolta: ecco perché noi oggi ne vediamo una minima parte pendere da un tetto anziché rimanere in piano come in origine.

Dove ci troviamo? Sul monte Pietravecchia (2039 metri), entroterra di Sanremo e Bordighera. Chi mi conosce sa che ho due monti nel cuore: oltre al Pietravecchia anche il contiguo Toraggio (1971 metri). Sotto il profilo floristico rappresentano il punto più importante dell’intera catena alpina, ricchi come sono di una flora estremamente diversificata (secondo me ci vive almeno un quinto dell’intera flora italiana, tra cui una sessantina di specie endemiche, a ridotto areale. Avremo occasione per riparlarne).

Queste due montagne ospitano un arditissimo itinerario d’alta quota, il Sentiero degli Alpini, in alcuni punti, su versanti quanto mai ripidi, intagliato nella roccia viva; purtroppo oggi versa in uno stato di gravissimo degrado. L’ho percorso un’ottantina di volte quando, non ancora pensionato, vi svolgevo ricerche.

Commento: quante volte nonveniamo attratti da una roccia impegnata ad inviarci un “messaggio silenzioso”? Certo ci vogliono un’antenna per captarlo ed anche un codice per decifrarlo. E allora sotto: sbrigliate il vostro spirito di osservazione (e la vostra fantasia).

Concludo con un’immagine dei miei amati monti: Toraggio (a sinistra) e Pietravecchia. In basso a destra il paesetto di Buggio (alta Val Nervia, entroterra di Bordighera). Quanto alla flora si potrebbe sintetizzare “dagli oliveti alle sassìfraghe a foglie opposte” (che, in Groenlandia, si spingono fin sulle coste settentrionali, a 6° dal Polo Nord: dromedari e orsi bianchi insieme!)”.

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